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Bright Racing Shocks F929 Next – Test forcella AM/Enduro

Da un’azienda tutta italiana, Bright Racing Shocks, ecco la forcella a steli rovesciati F929 Next.

Test: Francesco Maggiorelli
Foto: @MarianoSpinelli & Francesco Maggiorelli

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Abbiamo notato online da alcuni mesi un’azienda, Bright Racing Shocks, e soprattutto la sua forcella F929 , fra appassionati incuriositi che ne parlavano sui social e qualche foto della forcella in azione sui campi di gara. Non ci è voluto molto a scoprire qualcosa in più: l’azienda è piuttosto giovane, ma la mente dietro le sue creazioni è di uno storico progettista toscano: Pablo Fiorilli, attivo fin dagli anni ’90 con Fimoco prima e con Race Factory successivamente. Pablo e suo fratello Vittorio hanno fondato la Fimoco nel 1990; entrambi grandi appassionati di Motocross e di Mtb, decisero di applicare le loro conoscenze agli sport che li appassionavano: la E129 fu la prima forcella da mtb, un modello da XC, realizzata per la maggior parte in Ergal e con funzionamento ad elastomeri, per un peso di 1.290 grammi e 60 mm di escursione: da lì è partita la storia dei due fratelli con la Fimoco, ovvero Fiorilli Motorsport Competition.

Da dx a sx: Fimoco E129 Rock Crasher (Ergal, 1.290 gr., esc. 60 mm, 1990), Race Factory 729 (1.350 gr., esc. 100 mm, 1997), F929 XCo, 1.690 gr., esc. 120 mm, 2017)

Da dx a sx: Fimoco E129 Rock Crasher (Ergal, 1.290 gr., esc. 60 mm, 1990), Race Factory 729 (1.350 gr., esc. 100 mm, 1997), F929 xCO, 1.690 gr., esc. 115 mm, 2017)

Tanti atleti negli anni ’90 hanno utilizzato le forcelle di Fimoco: qui sotto vediamo una foto dal profilo Instagram @brightracingshocks_mtb con la grande campionessa Giovanna Bonazzi, fra i tanti atleti che hanno corso con i prodotti dei Fiorilli Bros o un post dalla pagina Facebook MOUNTAIN BIKE STORY con Philippe Perakis in azione a Mammoth Lakes durante la mitica Kamikaze.

Foto dal gruppo Facebook MOUNTAIN BIKE STORY

Foto dal gruppo Facebook MOUNTAIN BIKE STORY – Philippe Perakis 🇨🇭 #Dainese #Diesel jeans #FIMOCO E129pro Kamikaze #mammothmountain USA

Inizialmente siamo riusciti a contattare Bright RS e Pablo anche grazie ai social network: Pablo è stato da subito molto disponibile e grazie alla vicinanza geografica ci siamo incontrati e abbiamo organizzato qualche interessantissima chiacchierata nonché un test, anche con l’aiuto del negozio Ciclotech a Frascati che ci ha fornito una Specialized Enduro Elite Carbon 29 su cui montare la F929 Regolarità da 150 mm di escursione (per la precisione il nome con cui verrà messa in commercio e che si trova sul sito di Bright RS è F929 Next, ma sull’esemplare fornitoci c’è scritto F929 Regolarità): il nome Regolarità è un omaggio allo storico termine con cui veniva chiamato l’Enduro motociclistico italiano. Le varie versioni della F929 sono ancora nelle fasi finali di sviluppo; sono in uso da circa tre anni da parte di alcuni atelti nelle gare proprio per i collaudi e il perfezionamento. Sono la Next (140-153 mm) come quella che abbiamo provato, la Skunk da Trail (130 mm), e la xCO (90-115 mm). Quest’ultima si vede in alcune foto di questo articolo; è quella con la testa nera.

Il negozio Ciclotech di Frascati (RM)

Il negozio Ciclotech di Frascati (RM)

Bright RS si porta dietro oltre trenta anni di esperienza ingegneristica, partendo dallo sviluppo, progettazione e produzione di parti meccaniche, delle prime forcelle ammortizzate per mountain bike, nonché dall’esperienza in altri sport motoristici a due e quattro ruote e nei settori aeronautico e industriale. Tutto questo ha portato ad un approccio per la progettazione della nuova forcella innovativo e completamente indipendente dalle tendenze viste fino ad oggi nel settore delle sospensioni anteriori per mountain bike. La scelta è quindi caduta sulla struttura a steli rovesciati per sfruttare i noti vantaggi di questa tipologia di forcelle (come il contenimento delle masse non sospese e la migliore lubrificazione) e cercando di ottimizzarne i punti deboli (ad esempio il movimento indipendente degli steli e la mancanza dell’archetto fra i foderi).

Il video-test con le nostre impressioni:

Come è fatta?

Le forcelle a steli rovesciati di Bright RS sono tutte caratterizzate da una struttura molto simile, sempre con steli da 35 mm di diametro, con le dovute differenze dimensionali in base alla destinazione d’uso, per cui ad esempio, la forcella da XC ha i foderi un po’ più “esili” (si fa per dire nel caso di Bright RS) rispetto alle versioni da Trail o AM/Enduro. Tutte sono però a steli rovesciati, in alluminio 7075, 7050 e in carbonio, con la gamba sinistra che ospita sia la parte elastica/pneumatica che quella idraulica.

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

La cartuccia è sostituibile in meno di 5 minuti, un punto a favore per le competizioni, in cui è possibile avere a disposizione più cartucce con differenti setup e sostituirle in pochi istanti.
Nel video seguente Pablo Fiorilli ci mostra come sostituire una cartuccia:

Nella progettazione, Bright ha voluto puntare sulla struttura a steli rovesciati per sfruttarne i noti vantaggi; in passato non ricordiamo molti esempi di forcelle a steli rovesciati che abbiano fatto veramente la differenza rispetto alle forcelle che vediamo più spesso sulle montain bike, con gli steli in alto e i foderi uniti da un archetto, in basso. Fra i vantaggi della forcella a steli rovesciati ci sono l’avere una struttura molto massiccia nella parte più alta, cioè testa e foderi, una zona molto sollecitata, mentre gli steli nella parte bassa permettono di contenere le masse non sospese.

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Sempre parlando di rigidità, in teoria non andrebbe invece a suo favore la mancanza dell’archetto fra i foderi come sulle forcelle tradizionali, ma con una serie di accorgimenti riguardo alle guide di scorrimento, oltre a dimensioni veramente notevoli di tutta la struttura, allo studio del comportamento dei materiali e delle forme/profili dei foderi nonché degli abbinamenti tra alluminio e carbonio, la Bright RS F929, limita moltissimo questo inconveniente, ne fa anzi un suo punto di forza, ed è veramente precisa e stabile durante la guida. Sono previste due versioni dei piedini, compatibili con asse Boost 110×15 mm o con asse Predictive Steering, quello sviluppato da Sram/RockShox per la RS-1.

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Nella gamba sinistra della forcella si trovano sia la parte idraulica che quella pneumatica per il funzionamento della forcella, mentre la gamba destra è vuota. In cima alla gamba sinistra c’è una levetta per la regolazione continua della compressione fino al bloccaggio, in basso sotto al piedino c’è il pomello per la regolazione del rebound e, sempre nella zona del piedino sinistro, la valvola Schrader per mettere in pressione la camera pneumatica, con anche una tabella con le pressioni di utilizzo suggerite in base al peso del biker.

Foto: @MarianoSpinelli

Foto: @MarianoSpinelli

Le tecnologie Bright RS

Gli elementi che fanno funzionare la forcella F929 sono la cartuccia idraulica ACAD 3 (Anti Cavitation Active Damper) con il sistema SL (Sensitive Lockout) che gestisce la compressione e infine la camera pneumatica CHPC (Charved Higly Progressive Chamber). Tutto ciò è ospitato nella gamba sinistra della forcella in un pacchetto di elementi sovrapposti. Pablo ci ha spiegato in modo molto chiaro come è composta la parte idraulica e pneumatica che controlla l’assorbimento degli urti della forcella.
Dalla stessa voce di Pablo, una spiegazione di alcuni elementi e tecnologie presenti nella cartuccia idraulica ACAD della forcella F929:

La cartuccia, e comunque tutta la forcella, si caratterizza per lavorazioni di alta precisione che garantiscono un funzionamento impeccabile e la tenuta di tutti gli elementi. Il corpo esterno della cartuccia, chiaramente cilindrico, è caratterizzato da vari diametri esterni e interni; è lappato internamente, e ospita un modulo per la compressione posto nella parte più alta che contiene i sistemi ACAD ed SL; un diaframma in questo modulo si occupa della compensazione dei volumi; quest’ultimo sistema in pratica lavora con elementi rigidi e non con una vescica espandibile come è più frequente vedere in prodotti della concorrenza.

La scelta di questo sistema rigido e la sua progettazione, i dimensionamenti dei volumi interni, permettono alla forcella di offrire un notevole supporto durante le fasi in cui non deve assorbire urti, come i trasferimenti di carico durane la pedalata o la frenata. Nella parte inferiore del sistema c’è uno stelo che accoglie invece sia la parte idraulica che si occupa dell’estensione (o rebound) che il pistone della camera pneumatica. Questa diposizione in una sola gamba della forcella di un sistema a cartuccia con elementi sovrapposti per la compressione, estensione e la camera pneumatica permette di lavorare senza gli scompensi dovuti alla separazione di alcuni di essi nelle due gambe della forcella.

Dietro le quinte di Bright Racing Shocks

Abbiamo chiacchierato con Pablo Fiorilli in più occasioni e ci ha raccontato di come sia tornato sulla scena dei progettisti e produttori di focelle per mountain bike, dopo alcuni anni in cui si è dedicato sempre all’ingegneria, ma in settori differenti. Il progetto Bright Racing Shocks è nato per dimostrare ancora una volta lo stile progettuale di un grandissimo appassionato che ha voluto differenziarsi dalla concorrenza scegliendo una forcella con struttura a steli rovesciati. In passato molti produttori hanno tentato questa strada, ma difficilmente hanno ottenuto risultati che abbiano lasciato il segno  per le prestazioni offerte al biker; moltissime aziende lo hanno fatto fin dai primordi della storia della mountain bike, dai nomi storici delle aziende più grandi a produttori più di nicchia, con esemplari che si ricordano per il design originale e per soluzioni che nella maggior parte dei casi erano volte a irrigidire la forcella, quindi spesso assi passanti sovradimensionati, steli di grande diametro o rinforzi in vari punti della testa o dei foderi. Solo per fare qualche esempio di ogni epoca si ricordano le Marzocchi RAC o Shiver, la Manitou Dorado, la Mountain Cycle Suspenders, la duratura e originale Cannondale Lefty, ora anche monopiastra, vari modelli STM, Bergman, RST e moltissimi altri, tanti da non ricordarli tutti. Recentemente solo RockShox con la RS-1 ha avuto in catalogo un modello a steli rovesciati, dedicato soprattuto all’XC, ma neanche poi così diffuso; sulle bici da XC equipaggiate con prodotti della casa di Chicago vediamo ancora spesso la SID.

Un dettaglio del setup per il test di impatto su un prototipo del forcellino in carbonio forgiato a fibre corte

Un dettaglio del setup per il test di impatto su un prototipo del forcellino in carbonio forgiato a fibre corte

Il prototipo del forcellino in carbonio forgiato a fibre corte davanti, e dietro quello attualmente in uso, in alluminio

Il prototipo del forcellino in carbonio forgiato a fibre corte davanti, e dietro quello attualmente in uso, in alluminio

Pablo Fiorilli ha progettato da zero, da un bel foglio bianco, la sua nuova creatura, ed ha puntato moltissimo su ogni singolo aspetto della progettazione, compresa la Ricerca & Sviluppo “in casa”, cioè realizzando anche i macchinari per testare i vari elementi strutturali della forcella così da scegliere il miglior materiale e metodo costruttivo per la testa i foderi, i piedini, etc, progettando gli stampi delle varie parti, calcolando in modo maniacale i volumi della cartuccia idraulica per ottenere una risposta estremamente personalizzabile e prestazioni elevate nell’assorbimento e smorzamento degli urti. Ha inoltre deciso di applicare lavorazioni meccaniche di altissima precisione, da sempre un vanto della sua produzione, fin dai tempi delle Fimoco degli anni ’90, che ricordiamo come dei prodotti con finiture e un funzionamento veramente eccelsi.

Per informazioni: brightracingshocks.com