Browse By

RockShox Totem – 2007 – Archivio MBW

“Retro” MTB Test Central – Ecco come era la RockShox Totem, in qualche modo un antenata della ZEB che si aggiunge oggi alla gamma di forcelle della casa americana. Steli da 40 mm e fino a 180 mm di escursione

Nell’estate 2006 con Mountain Bike World eravamo stati invitati a Saalbach-Hinterglem per la presentazione dei nuovi prodotti del gruppo SRAM: c’erano le nuove RockShox, fra cui l’enorme Totem, c’erano nuovi freni Avid, guarniture Truvativ e come sempre la grande accoglienza SRAM e del mitico Greg Herbold. Oggi è arrivata la RockShox ZEB, la nuova monopiastra da 190 mm con steli da 38 mm.

Anteprima 2007 SRAM, RockShox, Avid, Truvativ– Archivio Mountain Bike World 08/2006

La presentazione per il 2007 dell’ormai vasto gruppo di aziende dipendenti da SRAM è stata incentrata soprattutto su prodotti dedicati al Freeride con forcelle Rock Shox, freni Avid e guarniture Truvativ, con aspetto decisamente “robusto” il tutto accompagnato dalla trasmissione SRAM. Siamo andati a Saalbach-Hinterglem in Austria (dove, proprio a proposito di Freeride, nello stesso fine settimana si svolgeva l’Adidas Slopestyle, gara internazionale in cui i migliori biker si sfidano con Backflip, X-up, etc.) per assistere alla presentazione e per provare le novità. Il mitico H-Ball (o H.B., insomma per chi non lo sapesse Greg Herbold) ci ha fatto un piccolo riassunto della storia di RockShox, partendo dalla RS1 con i suoi rachitici steli e archetto tubolare imbullonato alle gambe, passando per Mag 20, Judy a doppia piastra, Boxxer, Psylo e altri storici modelli, e arrivare finalmente alle nuove linee 2007: la Totem, la Lyric e la Domain che vanno sostanzialmente a coprire quelle fasce di mercato dove Rock Shox era completamente assente ovvero l’alta gamma dell’All Mountain e l’alta e bassa gamma del Freeride come chiaramente mostratoci su una schermata della presentazione.

Rock Shox

La Totem è una forcella che stabilisce, almeno fra quelle a piastra singola, il primato degli steli più grossi con i suoi 40 mm di diametro. È il nuovo top di gamma per la categoria Freeride ed è offerta con corsa di 180 mm: introduce una nuova idraulica denominata Mission Control e un nuovo sistema per variare la corsa in un sistema ad aria dal nome 2 Step Air. Strutturalmente il gruppo foderi/archetto presenta fra le caratteristiche esclusive un ingrossamento sui foderi all’altezza delle boccole di scorrimento in modo da limitare al massimo la deformazione e permettere uno scorrimento privo di incertezze anche con elevate sollecitazioni e una vita più lunga alle stesse boccole.

Il confronto “impietoso” fra la Totem e la RS-1

L’archetto, di dimensioni notevoli, è dotato sul retro di un incavo specifico per la fascetta da elettricista insieme a due piccole guide nella parte anteriore per il condotto idraulico del freno a disco anteriore. Un aspetto interessante, esteticamente parlando, è la possibilità di personalizzare la forcella, soprattutto sul monolite in magnesio, con una serie di piccoli adesivi forniti a corredo che vanno ad affiancarsi alla grafica della forcella creando delle Totem “uniche”. La testa forcella è realizzata in alluminio AL66, preso “in prestito” dall’acquisita Truvativ. Il supporto Post Mount per la pinza del freno è già “a misura” per disco da 200 mm, senza il bisogno di adattatori. Il tubo di sterzo è disponibile in entrambe le misure di 1” e 1/8 e 1,5”, senza differenza di prezzo,  e le punte forcella sono ovviamente solo per asse passante da 20 mm; a tal proposito abbiamo visto la nuova interpretazione dell’asse passante a sgancio rapido di Rock Shox, denominato Maxle 360 a sottolineare il fatto che si può serrare l’asse fermando la levetta in qualsiasi posizione.

I nuovi sistemi interni, i suddetti Mission Control e 2 Step Air, introducono le seguenti novità: il primo, è stato appositamente progettato per la Totem, ovvero per una forcella monopiastra a lunga escursione. In cima allo stelo destro troviamo ben tre regolazioni con pomelli coassiali in alluminio: uno blu per la compressione ad alta velocità (con effetti su grandi urti, atterraggi da salti), uno più piccolo grigio per la compressione a bassa velocità (piccoli urti e affondamento in frenata) e il già conosciuto FloodGate, integrato nello stesso pomello grigio, per “accendere o spegnere la piattaforma” e passare al volo dal modo “performance” a quello “efficiency” come dicono i tecnici Rock Shox. L’intervento del FloodGate è regolabile con una chiave da 2,5 mm, guarda caso come quella nascosta nel pomello rosso alla base del fodero per regolare la velocità di estensione.

Il 2 Step Air, chiamato anche fra i tecnici Liquid All Travel perché funziona come un All Travel, ma il distanziale è ottenuto spostando del liquido fra due camere, permette di passare da 180 mm a 135 mm ruotando un comando posto in cima allo stelo sinistro e comprimendo la forcella; basta poi ruotare nuovamente il comando per tornare alla corsa massima. I modelli di Totem disponibili per il mercato italiano sono la 2 Step con il suddetto sistema ad aria e la Coil che come dice il nome ha delle molle metalliche come elemento elastico. Per la lubrificazione la Totem è dotata di due “porte” per cambiare l’olio tramite una siringa fornita in dotazione, poste alla base dei foderi chiamate Speedlube.

La serie Domain va a coprire invece la gamma d’accesso del Freeride e lo fa con una struttura semplificata in quanto a materiali e dimensioni; gli steli sono infatti “solo” da 35 mm e in acciaio, il che comunque permette di conservare una certa robustezza nonostante la minor dimensione rispetto alla Totem; è in acciaio anche il tubo di sterzo, scelta chiaramente dettata da esigenze di contenimento del prezzo. Dal punto di vista strutturale la forcella è simile alla Totem, ma proporzionalmente più piccola, nel senso che il gruppo foderi/archetto presenta anche i rigonfiamenti dei foderi all’altezza delle boccole ed è disponibile con le punte forcella esclusivamente per asse passante. Il peso dichiarato non si discosta molto da quello della Totem, rendendola quindi una probabile alternativa economicamente interessante.

I gruppi elastici sono esclusivamente a molla, uno con U-Turn e corsa 115-160 mm mentre l’altro con molla fissa e corsa di 180 mm. L’idraulica si basa sul conosciuto Motion Control che guadagna la sigla IS (Internal Speedstack) che, dal punto di vista del funzionamento, indica un ulteriore circuito lamellare dedicato per lavorare alle alte velocità e assorbire gli urti di maggiore entità; le regolazioni esterne permettono di intervenire sul rebound e sulla compressione a bassa velocità. I modelli del catalogo si chiamano 318 IS Coil e 318 IS U-Turn e possono avere come optional il tubo di sterzo in alluminio (anche da 1,5” solo per la U-Turn).

La terza nuova linea di forcelle è la Lyrik, top di gamma per l’All mountain con una struttura dimensionalmente identica alla Domain, ma con le prelibatezze idrauliche e di materiali della Totem; quindi steli in alluminio 7000 da 35 mm, tubo di sterzo in alluminio a doppio spessore, testa in alluminio AL66, asse passante da 20 mm. La corsa massima per la Lyrik è di 160 mm e il funzionamento è basato sul Mission Control, come nella Totem, quindi con tutte le possibili regolazioni della compressione e della “piattaforma”. Saranno disponibili la 2 Step Air (aria 115-160 mm) e la U-Turn (molla 115/160 mm); la 2 Step Air può montare come optional il tubo di sterzo da 1,5”.

Una nuova forcella da Dirt Jump si aggiunge al catalogo: si chiama Argyle, ha steli e sterzo in acciaio, sistema elastico Solo Air su 100 mm di corsa e idraulica Motion Control.

Avid

La novità più importante di Avid è il nuovo impianto frenante Code dedicato al Freeride con pinza a quattro pistoni. La maggior potenza che si ottien con questo nuovo impianto è quantificabile in circa il 25% in più rispetto al Juicy 7. La pinza è composta di due parti forgiate e tenute insieme da ben quattro bulloni per ottenere una grande rigidità dell’insieme e limitare al massimo le deformazioni del pezzo sotto le sollecitazioni di una frenata. Le pinze sono dotate del sistema Tri-Align per un perfetto posizionamento sul supporto Post Mount e allineamento con il disco. Le pasticche di serie sono organiche per ottenere un effetto più lineare nell’aumento di potenza frenante senza picchi improvvisi e rendere quindi la frenata più prevedibile. Come sempre le leve freno sono estremamente personalizzabili con la regolazione separata della distanza dal manubrio e del punto di contatto delle pasticche (regolazione quest’ultima che modifica la corsa della leva) che ora si trova frontalmente sulla leva, rendendo ancora più facile rispetto ad un Juicy l’eventuale scambio sinistra/destra sul manubrio.

Caratteristiche di pregio sono il fatto che la leva sia “in due pezzi” nel senso che in caso di caduta si può staccare limitando la sua pericolosità per il biker (per poter poi essere rimontata) e il perno di rotazione della leva stessa che gira su ben tre cuscinetti sigillati per una scorrevolezza senza precedenti. Come per i Juicy le leve freno hanno il perno molto vicino al manubrio (un X-factor, cioè proprio questa distanza, piccolo) per ruotare secondo un arco che è più simile al naturale movimento delle dita durante la frenata, secondo ciò che in Avid chiamano Power Reserve Geomtery. I dischi sono stati leggermente rinnovati allo scopo di ottenere miglior effetto autopulente ed una superficie di contatto più costante per limitare il rumore.

Il Juicy Ultimate è il top di gamma della serie Juicy, con leva in carbonio, corpo della leva in magnesio, senza il pomello di regolazione per la corsa della leva per contenere il peso, effettuabile con una brugola da 2,5 mm (guarda un po’ la stessa del pomello del rebound delle nuove Rock Shox), pinza monoblocco, viti in titanio ovunque possibile e dischi da 160 mm (con l’opzione 185 mm davanti e 140 mm dietro); peso dichiarato per un anteriore con disco da 160 mm: 345 grammi. Un ulteriore novità alla base della gamma Juicy è il nuovo Juicy 3 per il primo montaggio, caratterizzato dalla semplificazione dell’impianto, senza le regolazioni dei modelli superiori e con finitura completamente nera. Il Juicy 3 è l’unico modello che avendo un collarino della leva freno in un unico pezzo e non separato a doppia vite come gli altri Juicy e il Code non è compatibile con il geniale MatchMaker: si tratta di un mezzo collarino con più fori a cui attaccare contemporaneamente leva freno, comandi cambio SRAM X0 e X9 e (rimuovendo un piccolo spessore) anche l’eventuale il Push Lock di Rock Shox (quando si dice la sinergia).

Truvativ

Due guarniture tutte nuove provengono dai laboratori Truvativ: sono la Holzfeller OCT e la Noir. La prima è dedicata a FR e DH ed è diretta concorrente di Shimano Saint e Race Face Diabolus. È realizzata in alluminio AL-7050 TV per forgiatura secondo la tecnologia chiamata OCT ovvero Open Core Technology che permette da un unico blocco di alluminio di ottenere le pedivelle cave per un risparmio di peso di circa 70 grammi sulla Holzfeller e una maggiore resistenza del 10%. L’alluminio AL-7050 è talmente resistente (75% oltre il 6061) che non viene utilizzato il solito rinforzo in acciaio per il foro filettato dei pedali. È realizzata nel calssico schema a tre pezzi con movimento centrale separato per un più facile aggiornamento nel caso di cambio del telaio.

Il movimento centrale dedicato è l’Howitzer Team con cuscinetti esterni e asse in acciaio, aggiornato i alcuni dettagli per renderlo ancora più robusto e duraturo. A titolo informativo dichiara un peso (con movimento centrale e doppia corona con bashgurad) di 1124 gr. contro i 1164 del Saint e i 1370 del Diabolus, ottentuto senza andare a discapito della robustezza come una serie di grafici e tabelle ci hanno mostrato.

La Noir da XC e Marathon è realizzata con un “anima di alluminio AL66, avvolta nella fibra di carbonio per un peso con movimento centrale di 800 grammi; le corone beneficiano del trattamento TNT (Truvativ Nickel Teflon) per cambiate rapide e precise.

La serie Stylo si arricchisce con la 2.0 All Mountain con due corone e bashguard e la serie Hussefelt è ora disponibile con un verde denominato Gang Green.

Impressioni di guida

La bici messaci a disposizione era una Nicolai con la Totem 2 Step Air e i freni Code. Le impressioni sono molto positive, anche se è mancata l’occasione di sfruttare il sistema 2 Step (comunque provato da fermo per testarne la facilità d’uso, è decisamente pratico da azionare) dato che il percorso del test era solo in discesa e la forcella è rimasta sempre a 180 mm. Le regolazioni sono effettivamente tante, ma non è così difficile capirne il funzionamento e sono efficaci e avvertibili anche con piccole variazioni sui pomelli a tutto vantaggio della facilità con cui la si può personalizzare. È così facile ottenere la risposta desiderata per piccoli urti e per i salti e i drop di una certa entità o modificare al volo la risposta per tratti di sentiero che necessitano di settaggi differenti. La rigidità è chiaramente molto elevata (con quegli steli da 40 mm sarebbe impensabile il contrario) e di conseguenza lo è la precisione di guida che permette di impostare con decisione le traiettorie.

I freni dimostrano di avere la qualità che promettono con una risposta molto lineare  e prevedibile regalando frenate molto incisive senza arrivare mai al bloccaggio e con un azione estremamente costante, senza strani rumori e con una resistenza alla fatica anche su lunghi (nel senso di intere discese senza soste) periodi di utilizzo intenso.